mercoledì 23 marzo 2011

Direttiva 2011/7/UE contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

Il 24 gennaio 2011 il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato in la nuova direttiva europea sui ritardati pagamenti, pubblicata in seguito, il 23 febbraio, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

A partire dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che ha reso definitiva l'approvazione della Direttiva, il nostro Paese ha 2 anni di tempo per integrarla nella normativa nazionale.

La tematica dei ritardati pagamenti è sempre molto accesa, soprattutto perché mette a rischio la sopravvivenza di molte piccole-medie imprese, che lavorano per la Pubblica Amministrazione e non ricevono i pagamenti dovuti.

Questa situazione genera pesanti ripercussioni su tutta le filiere fino ai produttori che a loro volta non ricevono i pagamenti per le forniture.
Il testo europeo sottolinea la necessità di interventi rapidi per garantire pagamenti tempestivi da parte della P.A. Il Dipartimento PMI del Nuovo PSI, farà pressione affinché il Governo proceda ad un rapido recepimento della Direttiva e, di conseguenza, alla rivisitazione della normativa italiana in materia di pagamento nei lavori pubblici.

Principali disposizioni della nuova Direttiva Pubblica Amministrazione, come regola generale dovrà pagare entro il limite massimo di 30 giorni, con la facoltà di estenderlo fino a un massimo di 60 giorni.
Se la Pubblica Amministrazione non paga entro i termini stabiliti, sarà applicato un interesse di mora pari al tasso della Banca Centrale Europea maggiorato dell’8%.
Contratti tra privati, nei contratti tra imprese rimane la completa libertà contrattuale mentre, qualora non sia fissato alcun termine nel contratto, questo dovrà intendersi di 30 giorni. In caso di ritardato pagamento sarà applicato il tasso di interesse concordato tra le parti.
Tuttavia, una clausola che preveda la rinuncia totale a tale tasso dovrà intendersi, normalmente, come abusiva.

Sergio Passariello
Dipartimento PMI Nuovo PSI-PDL


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