giovedì 23 dicembre 2010

La realizzazione di siti web: aspetti fiscali.

Realizzazione: costi e mantenimento e regole

La forte crescita dell'e-commerce e dei siti internet dedicati alla pubblicità via web sta portando alla sostituzione del web alle tradizionali forme commerciali e pubblicitarie. Questo cambiamento sta determinando uno sviluppo esponenziale dei siti web, soprattutto per particolari categorie di beni e servizi di largo consumo, con risvolti sull'economia aziendale.
Oggetto di questo articolo è l'analisi dei riflessi fiscali dei costi sostenuti dalle aziende per la realizzazione dei siti web con particolare riguardo alla normativa Iva in materia di servizi.

Realizzazione siti web

Il sito web è composto da un’assieme di «pagine» (contenenti grafici, testi o anche programmi destinati alla visualizzazione di oggetti in maniera interattiva), visualizzabili a un determinato indirizzo Internet e che permettono diversi gradi di interazione: dalla mera visualizzazione di informazioni, all’acquisto di beni e di servizi, allo svolgimento di vere e proprie aste on-line tra compratori di tutto il mondo.
Per realizzare un sito web, l’azienda deve sostenere costi il cui importo sarà proporzionato a diversi fattori, quali:

tipo di servizio offerto all’utente-navigatore, destinatario del servizio;

complessità della realizzazione tecnica;

modalità di gestione e aggiornamento del sito;

costi di pubblicizzazione.

Sotto il profilo dell’entità dei costi, si possono distinguere tre macro-categorie di sito web, che rilevano anche agli effetti fiscali:

1.

il sito di contenutomeramente informativo, che si limita a indicare il recapito e, inmaniera generica, i servizi forniti da una data impresa. In molti casi tali informazioni sono contenute «in portali» che si occupano di indirizzare le ricerche dell’utente in determinate materie;

2.

il sito, periodicamente aggiornato, che permette la consultazione delle offerte commerciali e dei prodotti aziendali, salvo rinviare per l’acquisto al recapito dell’impresa;

3.

il sito che permette sia la visualizzazione dei prodotti aziendali che l’acquisto on-line dei beni e servizi offerti dall’azienda stessa. In questa ipotesi, la realizzazione tecnica è particolarmente complessa, poiché comporta la gestione di dati sensibili e il trattamento criptato di informazioni, quali gli estremi delle carte di credito per il pagamento. Quasi sempre la gestione e l’aggiornamento sono effettuati in outsourcing, per evitare all’azienda i costi del personale e dell’aggiornamento software/hardware.

Poiché i costi di realizzazione dei siti possono andare da alcune centinaia di euro, per i siti dicontenuto meramente informativo, a cifre molto più rilevanti relativi ai siti più complessidiviene quindi assai fondamentale sapere il corretto trattamento ai fini delle imposte direttee la corretta disciplina ai fini Iva anche a seguito della modifica sulla tassazione sulleprestazioni di servizi.

Costi sostenuti per la realizzazione ed il mantenimento

I costi sostenuti per la realizzazione del sito web, sotto il profilo fiscale, possono essere distinti in:

spese di pubblicità . Il sito - di cui alla prima o alla seconda categoria (precedentemente riportate) - si limita a illustrare i prodotti/servizi aziendali, con l’eventuale ausilio delle tecnologie multimediali (didascalie, immagini, animazioni, musiche...), creando un catalogo on-line sempre aggiornato. Le spese sono deducibili nell’esercizio «in cui sono state sostenute o in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi»;

spese di rappresentanza, se il sito è realizzato al solo scopo di fornire all’utente un’immagine florida della realtà aziendale. Le spese sono deducibili interamente, se rispondono ai requisiti di inerenza e congruità , e in rapporto al volume dei ricavi ordinari dell’azienda e della sua attività internazionale;

spese relative a più esercizi, classificando le spese relative alla realizzazione del sito web come oneri pluriennali - classificati tra le immobilizzazioni immateriali alla voce «spese di pubblicità » - essendo finalizzate all’espansione dell’attività aziendale (es. lancio di un nuovo prodotto, ...) e non esaurendo la loro utilità nell’esercizio di sostenimento;

costi di esercizio, sono i costi ricorrenti, sostenuti per l’aggiornamento periodico del sito, e direttamente collegati ai ricavi realizzati dalla vendita via internet.

Tipologia di costo

Tipologia di costo Categoria contabileTrattamento fiscale

Realizzazione e gestione del sito volto a descrivere e/o pubblicizzare l’azienda

Spese di pubblicita

Deducibilità nell’esercizio di sostenimento o nell’esercizio e nei quattro successivi

Realizzazione e gestione del sito volto a incrementare il marchio e il prestigio dell’azienda

Spese di rappresentanza

Deducibilità nell’esercizio di competenza se inerenti e congrui

Realizzazione e gestione del sito dedicato alla vendita online

Spese capitalizzabili tra i costi di impianto/ampliamento o spese di pubblicità.

Deducibilità nel periodo di competenza con ammortamento in 3/5 anni

Costi di mantenimento/aggiornamento del sito

Spese di pubblicita

Interamente deducibili nell’ esercizio di sostenimento

Cosa mettere nel sito

Premesso che il dominio è il nome mentre il sito è l’insieme dei contenuti e servizi offerti, si deve tenere conto che:

nella scelta del dominio si devono riportare i marchi, i segni distintivi dell’azienda, ed è preferibile utilizzare anche i colori che contraddistinguono l’azienda stessa;

deve essere riportata nella home page la partita Iva dell’azienda;

se vengono trattati dati personali è sempre meglio indicare la privacy policy, nonché il nome del responsabile del trattamento dei dati sensibili;

se il sito promuove l’e-commerce è fondamentale che l’offerta dei beni/servizi sia chiara, precisa e dettagliata;

se vengono riportate banche dati è necessario indicare la licenza d’uso dei dati soggetti a diritto d’autore.


SERGIO PASSARIELLO - Dipartimento PMI Nuovo PSI-PDL

tratto da Microsoft PMI

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