Era il 18 luglio 2009, quando il Dipartimento PMI del Nuovo PSI-PDL diffondeva e pubblicava la propria proposta di modifica del Decreto Ministero dell'economia e delle finanze del 19/5/2009, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 157 in data 9.7.2009 che disciplina le modalità di attuazione dell'articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, concernente la certificazione di crediti, da parte delle regioni e degli enti locali debitori, relativi alla somministrazione di forniture o di servizi, e contestualmente apprezzammo il lavoro svolto dal Ministro Tremonti inteso a sbloccare i crediti delle Imprese verso la P.A.
Rilevammo, allora che il Decreto, anche se regolamentava con chiarezza, le modalità con le quali, le PMI potevano farsi rilasciare la certificazione dei loro crediti, per poter poi cedere gli stessi, al sistema bancario, con cessioni “pro-soluto” e quindi senza ulteriori garanzie da parte dell’impresa, conteneva alcune incompletezze.
In particolare, evidenziammo che, all’interno del Decreto, non era stata sancita l’obbligatorietà della P.A. di certificare il credito, ma era stata concessa la discrezionalità alla singola Amministrazione.
Inoltre, il circuito bancario, non era obbligato ad effettuare le operazioni di cessioni di credito “Pro Soluto”.
In conclusione, il provvedimento, anche se meritevole di attenzione non produsse i risultati desiderati e molte imprese sono rimaste in attesa ancora di incassare i propri crediti.
Auspicammo, inoltre, che si addivenisse alla compensazione facoltativa dei debiti fiscali e contributivi, tramite la cessione dei crediti vantati dalle Imprese e professionisti nei confronti della P.A.
In questi giorni apprendiamo con soddisfazione che le nostre istanze, in parte, sono state ascoltate.
La novità partirà dal primo gennaio 2011 per i crediti non prescritti certi liquidi ed esigibili che le imprese hanno nei confronti di Regioni, enti locali e enti del servizio sanitario nazionale. Questi crediti che secondo le stime (per la Confindustria arrivano a toccare i 60 mld) potranno essere compensati con le somme dovute a loro volta dalle imprese a seguito di iscrizioni a ruolo.
Sarà necessario conseguire la certificazione di cui in precedenza. E se la p.a. non è celere nel pagamento, dopo 60 giorni Equitalia potrà attivare la riscossione coattiva nei confronti dell’Ente debitore che ha certificato il credito.
Tale certificazione altro non è che la dichiarazione da parte dello stesso ente debitore (regioni, enti locali, servizio sanitario nazionale ecc.) in ordine alla certezza, liquidità ed esigibilità del credito stesso. Una volta ottenuta tale certificazione, che l'ente interessato dovrà rilasciare nei successivi venti giorni alla ricezione dell'istanza del creditore stesso, il contribuente potrà utilizzarla, ai sensi della nuova formulazione dell'articolo 28-quater del dpr 602/73, «...per il pagamento, totale o parziale, delle somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo».
E’ questa una delle novità prevista dagli emendamenti alla manovra correttiva presentati in commissione senato dal relatore al provvedimento Antonio Azzollini.
Anche in questo caso, riteniamo l’azione politica del Governo interessante e meritevole di attenzione, ma, a nostro giudizio non produrrà gli effetti desiderati, per tre motivi fondamentali:
1) La procedura è alquanto farraginosa ed irta di ostacoli burocratici;
2) Non è stato sancito l’obbligo di certificazione del credito da parte della P.A., ma resta la facoltà da parte del Dirigente di fornire il documento probatorio del credito;
3) La procedura può essere attivata solo per i debiti iscritti a ruolo e quindi maggiorati delle sanzione previste per legge.
E’ necessario, a nostro avviso, migliorare il testo e renderlo effettivamente fruibile per le PMI che vantano i crediti nei confronti della P.A.
In primo luogo la procedura va snellita e la P.A. va obbligata ad emettere la certificazione, qualora positiva. Questa modifica è fondamentale, perché così come è stata articolata potrebbe produrre fenomeni di corruzione, atti a facilitare l’emissione del certificato.
Non possiamo sottovalutare questo aspetto, considerando che negli ultimi anni, abbiamo assistito a numerosi scandali nella P.A. di dirigenti pubblici infedeli che per velocizzare i pagamenti delle fatture, incassavano mazzette.
Rendendo obbligatoria la certificazione si eviterà la discrezionalità del funzionario pubblico e si renderà effettivamente fruibile l’iniziativa politica messa in campo.
L’altro aspetto che andrebbe modificato è la possibilità di compensare i debiti fiscali, contributivi ed assicurativi, prima dell’iscrizione al ruolo e quindi cedendo il credito certificato, direttamente all’Ente Creditore.
Questa modifica, non solo renderebbe più agevole l’incasso dei crediti da parte degli enti impositori, ma eviterebbe che parte del credito vantato venga, in realtà, utilizzato per pagare delle sanzioni, paradossalmente, causate dal ritardo nei pagamenti da parte della P.A.
Il Dipartimento PMI – Nuovo PSI, nel condividere lo spirito dell’iniziativa legislativa e concordando con l’attuale impostazione governativa, auspica che il provvedimento possa essere modificato e migliorato, evitando che le PMI Italiane, creditrici della P.A., si trovino di nuovo strangolate dalla burocrazia e possano monetizzare i loro crediti senza dover sopportare ulteriori spese finanziarie.
Sergio Passariello
Dipartimento PMI - Nuovo PSI-PDL
Dipartimento PMI - Nuovo PSI-PDL
0 commenti:
Posta un commento